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Il primo giro PrimaverInvernale.

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È il primo giro dell’inverno, l’ultimo prima delle abbuffate Natalizie, si progetta un lungo, la giusta salita senza esagerare, ma superando almeno 130 km. Il giro tondo Porrettana-Fondovalle è l’ideale. La Porrettana con i suoi strappetti, la salita alla Masera da Gaggio, salita lunga, vera, ma non esagerata, la discesa verso il Dardagna da Rocca Corneta, altri due chilometri di salita per una coca a Fanano, e la discesa dal Fondovalle, prima spedita e poi con qualche salitella a rompere il ritmo. Gianluca tra 4 mesi andrà a fare la Liegi Bastogne Liegi, quattro mesi sembrano tanti, ma passano in un baleno, e bisogna cominciare a mettere legna in cascina già in inverno, possibilmente senza bruciarne troppa. Il chilometraggio previsto del giro è perfetto per iniziare gli allenamenti verso il Belgio, il dislivello meno, ma giusto visto il periodo, Gianluca pedala bene già dalla fine dell’estate, ormai la sua esperienza sopperisce anche a fuori giri imprevisti. Si mette davan...

L'ultima di Novembre

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Pochi chilometri di distanza scenari completamente diversi, la nebbia avvolge la città, dalla pianura penetra nella vie e sotto i portici bagnando tutto quello che tocca, si addentra nella provincia e si appoggia alle prime colline.  Zappolino è il confine tra l’autunno grigio della bassa e quello colorato dell’Appennino. Al ritrovo a Zola arriviamo bagnati, non piove ma il casco gocciola come se dal cielo cadesse acqua a catinelle. Saliamo subito verso l’alto, Calderino, via Landa, l’inizio di Montemaggiore è la porta che ci fa entrare nel sole. L’apriamo convinti e la chiudiamo altrettanto decisi, salendo agili senza menare le nostre fredde gambe lungo i tornanti soleggiati della prima salita. Ci godiamo il sole buttandoci verso la Valsamoggia dove la nebbia alla chetichella è riuscita a intrufolarsi sfruttando il letto del fiume.  Lo scenario è stupendo, sembra veramente di tuffarsi dentro un letto soffice di ovatta e piume, ma il risveglio sul fondo...

La stagione migliore.

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Novembre se ne sta andando e sarà strano chi scrive, ma per lui è forse il mese migliore per uscire in bicicletta. In quei sabato mattina incerti, che forse dovrebbe piovere, ma poi non piove e il cielo è azzurro dipinto di schizzi in una scala di grigi da interpretare come concezione astratta. Quando vestirsi, e come vestirsi, è una scommessa, dal balcone percepisci una temperatura, in garage un’altra, sali in sella e l’aria ti sveglia anche quella parte di anima che di solito rimane sopita fino agli ottanta anni se ci si arriva, poi fai due pedalate in salita, entri in un tornate, esci, e vedi casa stretta nell’abbraccio della nebbia mentre continui a salire e ad aprire il giubbotto, la felpa, la gabba, lo scafandro, qualunque cosa tu abbia addosso, maledicendoti perché potevi vestirti più leggero.  Pedali mentre il sole dà il bacio del buongiorno alle colline, accarezzando i vigneti colorati d’autunno della Valsamoggia, il Pignoletto è già nelle botti, il...

Caldo Sabato di Novembre.

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Quando Loris dà appuntamento alle 9:45 alle Viro vuol dire che alle 9, 45 minuti e 5 secondi lui è già 200 metri davanti a noi che pedala.  È un mistero come faccia ogni volta a dire andiamo senza lasciarci neanche il tempo di alzare la testa dal manubrio e ritrovarcelo puntino davanti a noi, in fuga verso il giro di giornata. Dopo anni ancora non lo abbiamo capito e dopo anni partiamo ad inseguirlo, questo sabato ad inseguirlo ci ha pensato Ale Galluzzo che è rimasto davanti addirittura fino al Parco Verde, dopo Calderino, per riprenderlo, con andatura moderata ma costante. E quando ai piedi di Mongardino, Vincenzo, fa notare che ci siamo dimenticati Diani, Loris, secco, afferma che non c’è lo siamo affatto dimenticati era lui che era in ritardo. Altoatesino di Bolzano gli Svizzeri per Loris hanno il fuso orario.  Lorenzo colma il ritardo con un inseguimento incredibile dopo aver provato a rallentarci con chiamate e messaggi inascoltati, riprendendoci in cima a Mo...

La Prima di Novembre

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Novembre arriva e si porta con sé l’autunno. È il giorno dei santi e la notte di Halloween ha portato tanta acqua sulle strade e sulle colline tra Bologna e Modena. Poco prima delle otto non c’è un angolo asciutto in zona, le nuvole sono basse e regalano scenari, tanto spettrali, quanto autunnali. Siamo passati dalle maniche corte del sabato prima alle felpe e ai giubbotti del venerdì dopo. L’umidità è penetrante, ma pedalare scalda il corpo e la dolce salita di via Monticello, che sovrasta la vecchia Bazzanese e guarda dalla destra MonteBudello, è ideale per le prime pedalate. Villabianca da Marano è il passo successivo, e progressivo, per aumentare la difficoltà del giro e renderlo più bello. In buttata verso Castelvetro assaggiamo il primo freddo della stagione insieme alla meravigliosa bellezza delle colline del Lambrusco. Aumentano i chilometri ed insieme le difficoltà, pedaliamo per questo e anche se il Cin...

L'ultimo Ottobre

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L’ottobre estivo 2019 ci ha regalato un altro sabato stupendo da pedalare sulle nostre colline. Poco prima che il sole nascesse la terra respirava mandando il suo fiato in cielo, regalando quadri stupendi da fermarsi qualche secondo a contemplare.  Il sole sorgeva mente si scollinava Montemaggiore e i primi raggi baciavano la valle del Landa. Ventun giorni senza bici sono un’immensità ricominciare con questi scenari è poesia che si trasforma in energia. Un caffè veloce al Tiffany insieme ai ragazzi zolesi, e veloci, ma non troppo, alla Muffa dove Loris e i Govoni sono già pronti per partire. Zappolino e Monte Ombraro le prime salite dopo il fondovalle del Samoggia tirato in allegria dal buon Tognetti. Discesa verso Rocca Malatina e risalita a Zocca con il boss Nicoletti che tira e mette tutti in fila Indiana. I Ventun giorni senza pedalare si sentono e la fila Indiana, chi scrive, la vede da lontano insieme alla NewEntry Gabriele, che sembra arrancare...

I risultati dello Zero Wind dicono: Bravissimi Bike Studio Team!

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Il Circuito Zero Wind Show è finito domenica scorsa con l’ultima prova, la velocissima Granfondo Bike Division di Peschiera del Garda.  Ognuno di noi ha affrontato le prove del circuito con passione e determinazione, sfidando i limiti delle proprie possibilità.  C’è chi si è allenato con dedizione e sacrificio, mantenendo un’alimentazione sana e regolare tutto l’anno, facendo le tabelle e gli esercizi che il nostro Boss, Loris Nicoletti, gli aveva preparato.  C’è chi ha pedalato con più semplicità, in base al tempo che aveva per allenarsi ma con la voglia sempre di arrivare e confrontarsi più che con gli altri, con sé stesso. Abbiamo girato il nord in Italia pedalando in splendidi scenari che solo la nostra penisola può regalare, partendo dagli argini del Po’ e passando da quelli del Garda Bresciano nel freddo di una primavera che non è mai sbocciata e che sui colli del Pignoletto Bolognese ha gelato in molti ma non impedendoci di arrivare fin sull’Ad...